In occasione del progetto “A regola d’Arte” con il contributo di ActionAid e Mediafriends, che si terrà alla scuola elementare e media Pisacane di Roma, presentiamo un approfondimento sulla disciplina dello Ius Soli Sportivo.

Lo ius soli sportivo o cittadinanza sportiva (legge 12/2016) consente ai minori stranieri regolarmente residenti in Italia, dopo il compimento dei dieci anni, di tesserarsi presso società sportive appartenenti alle federazioni nazionali o presso associazioni ed enti di promozione sportiva, con le stesse procedure previste per i cittadini italiani.

Questo provvedimento è stato spesso motivo di dibattito per diverse ragioni. Bisogna anzitutto sottolineare il fatto che i minori stranieri con cittadinanza sportiva non possono comunque partecipare a tutte le competizioni nazionali per le quali è necessaria la cittadinanza italiana.

Partendo da un’analisi della norma l’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) sostiene che “la limitazione del disposto normativo ai minori che hanno fatto ingresso prima del compimento dei 10 anni è probabilmente dettata dalla presunzione che per un minore entrato in così tenera età il rischio di essere soggetto al traffico illecito di calciatori sia estremamente ridotto. Tuttavia la limitazione determina l’esclusione di molti minori il cui diritto alla parità di trattamento con i minori italiani è garantito dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo […] Ciò vale in particolare per i minori titolari di protezione internazionale che, indipendentemente dall’età al momento dell’ingresso, hanno un’esigenza di particolare tutela derivante dal loro status, non potendo esercitare altrove l’attività sportiva a cui aspirano”. L’ Asgi spiega inoltre come il concetto di residenza regolare crei delle contraddizioni a livello legale.

Per essere regolarmente residente un minore dovrebbe essere titolare di un permesso di soggiorno e iscritto all’anagrafe, questi requisiti rendono non idonei al provvedimento tutti i minori risiedenti in Italia da anni o dalla nascita che però non sono provvisti di permesso di soggiorno o di iscrizione anagrafica, che in realtà, spiega l’Asgi, sarebbero mancanze a loro non imputabili in quanto il Testo Unico sull’immigrazione  sancisce che il minore straniero non possa mai essere ritenuto irregolare a prescindere dalla condizione giuridica dei genitori.

Sono state mosse obbiezioni di vario genere all’entrata in vigore di questa norma, spesso sono le stesse che riguardano anche le cittadinanze onorarie che di tanto in tanto vengono date a singoli casi ritenuti “adeguati” a ricevere quella che viene trattata come un’onorificenza.

La cittadinanza sportiva così come quella onoraria, oltre a non essere comparabile con la vera e propria cittadinanza italiana, perché non offre gli stessi vantaggi e non ne è un equivalente dal punto di vista giuridico, porta a concepire la cittadinanza non come un diritto ma bensì come un premio del quale si deve essere meritevoli. La cittadinanza non può essere accostata alla meritocrazia, non la si può considerare un merito di pochi quando dovrebbe essere un diritto per tanti, così facendo si alimenta il separatismo tra gli eletti che vincono, che dimostrano, che si “integrano” (e che comunque non meritano un trattamento paritario rispetto ai cittadini italiani) e tutti gli altri, che sono la massa che non conta, che sono coloro che non hanno faticato abbastanza, che possono restare esclusi.

Questa tipologia di legge a vederla bene è una medaglia con un lato meno brillante dell’altro perché se da un lato sembra un tentativo di miglioramento, dall’altro sembra un palliativo atto a distrarre da quello che è il vero cambiamento necessario, ovvero la Riforma dell’attuale legge per l’ottenimento della cittadinanza italiana (legge 91/1992) che ha da poco compiuto trent’anni e che si spera non arrivi a compierne quaranta.

Denise Kongo

 

QuestaèRoma è fra i promotori della campagna “Dalla Parte Giusta della Storia”, una campagna per la riforma dell’attuale legge sulla Cittadinanza n.91 del 1992.

Seguite e sostenete la Rete per la Riforma della Cittadinanza visitando il sito www.dallapartegiustadellastoria.it 


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